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La tua PMI è davvero al sicuro? I rischi invisibili che possono bloccare l’azienda
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- Alessandro Iannacone
Se domani un ransomware bloccasse la tua azienda, in quanto tempo riusciresti davvero a ripartire?
Molti titolari di PMI rispondono con sicurezza:
“Abbiamo il firewall, siamo a posto.”
Il problema è che spesso questa sicurezza è solo apparente.
Nella pratica, la differenza tra un ambiente davvero protetto e uno solo "in ordine" è enorme. E quasi sempre la si scopre nel momento peggiore: quando un servizio si ferma, i dati non si recuperano o qualcuno accede dove non dovrebbe.
In questo articolo ti mostro cosa manca più spesso nelle PMI e quali controlli minimi fanno davvero la differenza.
🛡️ “Abbiamo firewall e VPN” non significa “siamo al sicuro”
In uno degli ambienti che seguo, ad esempio, l’infrastruttura è:
- isolata su rete VPN privata
- non esposta direttamente su Internet
- accessibile solo tramite autenticazione forte
- con servizi pubblicati esclusivamente tramite reverse proxy interni
Questa è una base solida, ma da sola non basta.
Nelle PMI, invece, vedo spesso situazioni come:
- VPN attive ma mai verificate
- firewall configurati anni fa e mai più toccati
- accessi condivisi tra più persone
- backup presenti ma mai testati
- nessun controllo sugli accessi amministrativi
Il punto non è avere o non avere gli strumenti. Il punto è avere un metodo.
🔍 Il vero problema: la falsa sensazione di sicurezza
Dal punto di vista del titolare o del responsabile:
- il server “funziona”
- il gestionale “si apre”
- Internet “va”
Dal punto di vista della sicurezza:
- una password compromessa può bloccare tutto
- un backup non testato è come non averlo
- un accesso remoto mal configurato è una porta aperta 24/7
E quando qualcosa va storto, lo si scopre nel momento peggiore.
Se vuoi capire subito se la tua azienda è esposta, puoi richiedere un check di sicurezza iniziale: una verifica pratica, con priorità chiare e senza tecnicismi inutili.
🧱 I controlli minimi che quasi nessuna PMI fa
Questi sono alcuni controlli che eseguo sempre in un audit iniziale:
- 🔐 Chi può accedere a cosa, davvero
- 🔑 Password e MFA (dove mancano e perché)
- 🌐 Regole firewall effettive, non quelle teoriche
- 🧯 Backup: esistono? sono separati? funzionano?
- 📡 Accessi remoti e VPN: sono limitati o aperti a tutti?
- 📋 Minimo allineamento tecnico al GDPR
Nella maggior parte dei casi, emergono criticità risolvibili, ma che nessuno aveva mai evidenziato.
🛠️ Non serve essere una multinazionale per proteggersi
Un errore comune è pensare che la sicurezza richieda per forza:
- grandi budget
- soluzioni enterprise
- stravolgimenti dell’infrastruttura
Nella realtà delle PMI, spesso bastano:
- configurazioni corrette
- separazione degli accessi
- procedure minime ma chiare
- controlli periodici
In sintesi: ordine, visibilità, controllo.
📄 Perché un audit “base ma serio” fa la differenza
Un audit di sicurezza non serve a spaventare l’azienda, ma a:
- capire dove si è davvero esposti
- stabilire priorità concrete
- evitare interventi inutili o sbagliati
- ridurre drasticamente il rischio operativo
Ed è quasi sempre il primo passo per trasformare una sicurezza improvvisata in una sicurezza gestita.
✅ Conclusione
La sicurezza informatica nelle PMI non fallisce per mancanza di tecnologia, ma per mancanza di consapevolezza.
Un firewall acceso non basta.
Una VPN non basta.
Un backup non verificato non basta.
Serve qualcuno che guardi l’infrastruttura con occhio tecnico, ma la spieghi in modo comprensibile e orientato al business.
📩 Vuoi capire se la tua azienda è davvero al sicuro?
Se vuoi fare una verifica concreta della tua infrastruttura, senza allarmismi e senza tecnicismi inutili, puoi richiedere un check di sicurezza iniziale pensato per le PMI.
👉 Richiedi una verifica di sicurezza. Una valutazione chiara, pratica e orientata ai rischi reali.
Per una consulenza o una verifica della tua situazione: